Il film racconta di un figlio, Will Bloom, che assiste il padre, Edward Bloom, nei suoi ultimi passi di v
ita. Un padre che però non ha mai apprezzato abbastanza o almeno non come lo apprezzavano gli altri, questo perchè non riusciva più a sopportare la presunta mancanza di serietà nei racconti inverosimili che continuamente il vecchio ripeteva, in qualsiasi occasione. Attraverso queste storie, attraverso gli aneddoti che compongono la vita di Edward Bloom la realtà ricca di incomprensioni e dolori si trasforma in presunta fantasia, dove la felicità è a portata di mano. Dalla visita alla perfetta città di Specter, di cui nessuno conosce l'esistenza e dalla quale nessuno se n'è mai andato, dove tutti vivono in armonia tra loro, a piedi nudi sul prato, agli incontri con un gigante, una strega, una donna con due teste fino al racconto del grande pesce, catturato lo stesso giorno della nascita del figlio Will. Il rapporto complicato tra padre e figlio smette di deteriorarsi quando un ormai anziano Ed Bloom si ammala gravemente. Al capezzale del padre Will, ascoltando e i riascoltando i racconti magici, riscoprirà il fascino e l'amore per il proprio genitore e per la sua incredibile vita. Alla fine, nelle scene del funerale di Ed, Will comprende anche che quelle che sembravano fiabe per bambini create su due piedi sono intrise di verità, verità che fa però solo da sfondo, e non sono certo quei fuggenti momenti di verità che rendono queste storie degne di essere raccontate. Un film anche toccante oltre che estremamente suggestivo tappezzato da continui flashback che contribuiscono a rendere il film piacevole e commovente. L'emblema del cinema di Burton, un maestro nel materializzare la propria visionarietà.
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