frontman visse e morì, ha recentemente reso disponibili al pubblico delle foto relative alla scena del ritrovamento del suo cadavere in cui possiamo vedere gli oggetti che lo accompagnarono negli ultimi istanti di vita (nella foto a lato). La lettera che lasciò il 27enne chitarrista era semplice ma piena di disagio e sofferenza: aveva cercato il successo per tutta la vita, pur sostenendo sempre il contrario, e una volta che lo aveva raggiunto era arivato ad odiarlo e rifiutarlo.“Il peggior crimine che mi possa venire in mente è quello di fingere e far credere che io mi stia divertendo al 100%. A volte mi sento come se dovessi timbrare il cartellino ogni volta che salgo sul palco. Ho provato tutto quello che è in mio potere per apprezzare questo (e l'apprezzo, Dio mi sia testimone che l'apprezzo, ma non è abbastanza”
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una delle foto diffuse dalla polizia di Seattle[/caption]Più che il drammatico suicidio con cui ha posto fine alla sua vita a noi piace ricordare ciò che di grande ci ha lasciato Cobain: la sua musica. Probabilmente dopo la fine dei Nirvana non si è più visto quel mix di rabbia e malinconia che la sua voce roca ma anche morbida sapeva suscitare e mai più si vedrà. Ci hanno provato in tanto a raccontare la sua fine in diversi modi: su tutti il regista Gus Van San con il suo Last Days. I Blink 182 lo citano in Adam’s Song, i Red Hot Chili Peppers in Tearjerker, Tarantino voleva farlo partecipare come attore a Pulp Fiction: chi altro ha saputo divenire una figura così solida e conosciuta nella cultura mediatica di tutto il mondo in così poco tempo? Probabilmente tutti i menbri del “club 27” direbbe qualcuno. Si, quel gruppo di artisti morti all’età di 27 anni e trasformatisi in leggende della musica imediatamente, probabilmente senza nemmeno rendersene conto: Jimi Handrix, Jim Morrison, Janis Joplin e Brian Jones su tutti. E perché non James Dean? 3 film all’attivo per James come i 3 album di Kurt…certo l’età della scomparsa era un’altra ma poco importa: la ribellione verso il sistema testimoniata da questi due miti è ancora tangibile a 59 e 20 anni dalle morti.

Paragoni del genere non bastano comunque a rendere il vuoto lasciato dal genio musicale di Cobain nel mondo del rock. Spesso Kurt indossava una maglietta nera con scritto “Grunge is Dead”ovvero “il Grunge è morto” riferendosi così al genere che lui stesso suonava, io credo che la sua scomparsa sia avvenuta inveca proprio il 5 Aprile 1994 in contemporanea con la morte del suo interprete più forte e rappresentativo.
Nel frattempo, solo quest’anno, la marca di birra Bavaria ha lanciato uno spot in cui si vede Kurt (insieme a Elvis, Marilyne Monroe, John Lennon, Tupac e Bruce Lee) che vive su un’ isola deserta prendendo il sole e bevendo della buona birra e inoltre Paul McCartney ha vinto il grammy come “best song” per la collaborazione con gli altri 2 ex Nirvana (Cut me some slack, ascoltala QUI)…tuto sommato…è come se Kurt non fosse mai morto.
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